Non ci sono ancora reali spiegazioni scientifiche, universalmente accettate, di quali siano le cause scatenanti della sindrome da affaticamento cronico. Alcune teorie ipotizzano che sia il risultato di un’infezione di tipo virale, ma nessun virus è stato ancora dimostrato come il colpevole; altre lo collegano ad una reazione di tipo immunitario, oppure ad un problema del sistema nervoso, ed infine ve ne sono che lo collegano alla storia pregressa del soggetto, con i suoi problemi di salute, di pressione, gli effetti ambientali e perfino aspetti genetici. Quello che però appare chiaro è che, pur non avendo conseguenze mortali, questo è un problema di salute reale, e che può avere ricadute gravissime nel benessere e nella vita quotidiana di chi ne venga colpito.

Oltre alla sensazione di affaticamento, naturalmente, esistono altri indicatori di questo disturbo. Per un accertamento clinico della sindrome da affaticamento cronico, normalmente, si richiede che si identifichino almeno quattro fra i seguenti sintomi:

– Effetti della fatica molto più disabilitanti del normale: non soltanto la fatica è frequente, ma la sua intensità è superiore, in maniera non paragonabile, a quella abituale, tanto da impedire anche lo svolgimento delle più normali attività quotidiane;

– Inutilità del sonno: a differenza di quanto accade con un affaticamento “normale” da attività intensa, nessuna quantità di ore di sonno o di riposo è sufficiente a recuperare le energie ;

– Sintomi dolorosi: senza altre ragioni, si soffre di dolori ai gruppi muscolari e alle principali articolazioni, oppure compaiono rigonfiamenti e dolori alla gola inspiegabili. Spesso tali sintomi sono accompagnati da una leggera febbre, e da sensibilità dolorosa ai linfonodi del collo e delle ascelle;

– Emicrania: senza altri motivi scatenanti, si inizia a soffrire di mal di testa improvvisi e molto più intensi e debilitanti della norma;

– Facilità alla stanchezza: anche una semplice sessione d’esercizio fisico, o un lavoro intellettualmente intenso, sono sufficienti a lasciare in uno stato di estrema debolezza e prostrazione per più di 24 ore.

La sindrome da affaticamento cronico non porta, a quanto risulta, a complicazioni o sintomi che, anche se trascurati, possano essere fatali; tuttavia sicuramente gli effetti del disturbo possono essere devastanti per il proprio livello di benessere e per la possibilità di vivere normalmente il quotidiano. Alcune delle possibili complicazioni della sindrome sono:

– la Depressione
– l’impossibilità a vivere normalmente per l’estrema debilitazione
– una solitudine estrema, dovuta all’impossibilità di condividere con altri le normali esperienze della vita
– problemi collaterali dovuti a trattamenti medicinali tesi a recuperare le forze

Purtroppo, anche a fronte di tali effetti preoccupanti, non esiste una effettiva cura riconosciuta come risolutiva della sindrome da affaticamento cronico. Per fortuna, tuttavia, i suoi effetti, soprattutto se riconosciuti e trattati tempestivamente, possono essere gestiti per alleviarne le conseguenze. Fra le azioni possibili ricordiamo:

– la Terapia Cognitivo-Comportamentale, che si è rivelata estremamente efficace per alcuni pazienti;
– esercizio fisico calibrato, con allenatori specializzati nel trattamento del problema;
– terapia del sonno, in cliniche del sonno specializzate, con supervisione medica.

Nei casi più gravi, e quando i sintomi dolorosi diventino di intensità intollerabile, si può infine pensare, su consiglio e dietro stretto controllo medico, ricorrere a terapie di trattamento del dolore, come anti-infiammatori non steroidei, rilassanti muscolari, fino ad oppiacei nei casi più critici.