“Se sale il delegato sindaco, scendiamo noi”,
queste sono le parole che hanno impedito al delegato sindaco Angelo Moro di salire sulla barca che trasportava la statua della Madonna in attesa di salpare nelle acque di Marina di Ginosa.

Ascolta l’audio intervista integrale al seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=uJOUhThIbAc

La barca con a bordo la statua della Madonna, il parroco e l’ex assessore al turismo

Come ogni anno, l’ultima domenica di Maggio, la comunità jonica si riunisce intorno alla celebrazione del mese mariano con una processione conosciuta come “Madonna a mare”, che si conclude con la navigazione della statua della Vergine Maria sulle rive della contrada marinese per diversi km.

Il cerimoniale prevede che su quella barca, in compagnia della figura più misericordiosa dell’iconografia cristiana, ci siano il guidatore, i chierichetti, il parocco della comunità e il rappresentante dell’amministrazione locale.

Ma non durante quest’ultima edizione:

quando, sotto il tacito consenso del parroco Don Renzo, si è preferito ospitare a bordo l’ex assessore  delpalmiano Leonardo Galante a discapito del delegato sindaco pentastellato Angelo Moro.

Considerati i trascorsi, è una vicenda a cui non si può dare una grave lettura politica e sociale.


Dopo il discorso di A. Moro al termine della messa dedicata alla ricorrenza; il clero e i fedeli, in compagnia delle istituzioni locali (assessori, consiglieri e forze dell’ordine) si sono diretti verso la spiaggia e quando il delegato sindaco ha palesato la volontà di salire a bordo, gli è stato impedito da un pescatore che con tono deciso ha pronunciato l’ormai famosa frase:

“Se sale il delegato sindaco, scendiamo noi”

Davanti allo sbigottimento dei presenti, la mediazione cercata da un maresciallo della forestale in pensione è stata inutile:
la barca salpa e il delegato sindaco resta a terra.

Anzi, gli si propone di salire sull’ultima barca della processione, come ad indicare la distanza che dovrebbe esserci fra l’attuale amministrazione e chi non la vorrebbe in quel ruolo.

Dinanzi a  tale rifiuto,  A. Moro,  alla sua prima apparizione pubblica come delegato sindaco, decide di salutare i naviganti e non lasciare che quell’episodio interrompesse un evento religioso così importante per la comunità, dichiarando ai presenti che ammirerà la  processione dalla terra ferma.


Signor Moro, in quel momento, molti cittadini l’hanno guardata esterrefatti, domandandosi come fosse possibile che avessero vietato al delegato sindaco di salire a bordo. Perchè ha avuto la lucidità di lasciar proseguire l’evento senza proteste?

Perchè “l’ignoranza qui impera. Dobbiamo rieducare per avere meno ignoranza. L’ignoranza non va combattuta con la guerra, con le parolacce o con le parole offensive. L’ignoranza va battuta con la conoscenza, la buona educazione; con la buona educazione che i miei genitori mi hanno trasmesso e che mi contraddistingue come persona, come uomo, come ragazzo e come delegato sindaco.

Sinceramente quello che è successo, è stato un colpo basso; una ferita che forse mi porterò dietro per tutta la mia vita. Ma la ferita più grande è stata quella a tutta la comunità marinese, che in quel momento, io, rappresentavo”.

La solidarietà della comunità dinanzi questa grave episodio si è fatta subito sentire, ma come spesso accade, queste vicende generano varie considerazioni e malcontenti. Tanto che alcuni cittadini hanno sollevato considerazioni come: “doveva esserci il sindaco e non il delegato, ci sentiamo abbandonati”. Cosa risponde a questi marinesi?

Io credo che il rispetto della persona sia la cosa più importante, perciò, se i cittadini marinesi realmente volevano la presenza del sindaco e per questo motivo hanno calpestato la mia figura, è un qualcosa che mi rammarica molto.

Perchè per punire il padre, non è giusto punire il figlio.

Sinceramente, quanto accaduto, è per me cosa molto grave. Siamo in un Paese democratico e i cittadini sono liberi di pensare quello che vogliono, probabilmente avranno delle motivazioni. Ma perchè farlo durante il giorno della processione?!

Puoi fermarmi per strada, puoi anche accusarmi di qualcosa, contraddirmi in non discorso; ma non vietarmi di salire su una barca che in quel momento era la barca di tutti.

Era la barca di tutti, della comunità marinese. La barca dove c’era Maria.


Questo grave episodio, che quasi rimanda la mente ai più gravi fatti di cronaca meridionale, fa sorgere parecchie domande e perplessità, ci fa interrogare su quali e quanti siano i rapporti fra l’ex amministrazione e la comunità ecclesiastica e su quanto sia ipocrita e falso il messaggio di fratellanza e misericordia del parroco locale. Ma soprattutto, su quale sia il ruolo dell’onnipresente “reporter” ex assessore, perchè e con quale titolo si decide deliberatamente di fargli scavalcare le autorità locali.


Per motivi di spazio abbiamo inserito nell’articolo solo un’estratto dell’intervista, che trovate sul nostro canale youtube al seguente link:

La redazione di VurpBlog, tramite i consueti canali di comunicazione, resta a disposizione per eventuali controbattute delle parti in causa.


Source: vurpblog.wordpress.com

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