Oggi, in classe, ci siamo esercitati ancora sull’argomentazione. Abbiamo però usato una tecnica un po’ particolare, quella dell’imbonitore (Dal Dizionario Sabatini-Coletti):
  • 1 Venditore ambulante che vuole convincere i passanti ad acquistare le proprie mercanzie decantandone qualità e prezzo
  • 2 estens. spreg. Chi, interessatamente, presenta persone o cose come ricche di meriti e di pregi che in realtà non hanno SIN ciarlatano 
  • a. 1905 [data della prima attestazione in ligua italiana – nota della prof]
Che cosa fa un imbonitore?
Il suo scopo fondamentale è vendere qualcosa che non serve a nulla o che è di scarso valore, quindi
  1. fa un uso accurato della menzogna, che non è fine a sè stessa, ma corrisponde alle attese e alle speranze del suo pubblico: esser più belli, più giovani, più ricchi…;
  2. cita testimonianze false e immaginarie, perché è più facile credere a qualcosa se altri ci hanno già creduto;
  3. usa in parte la lingua comune (perché tutti lo capiscano) e in parte la lingua colta o dei termini tecnici e specialistici (perché all’uomo colto si crede di più che all’uomo comune), spesso storpiandoli e/o inventandoli;
  4. espone in modo disordinato, fa ricorso ad esagerazioni, iperboli, superlativi perché non si notino le falle logiche del suo discorso.
Oggi, il tipo classico dell’imbonitore che vende i suoi unguenti sulla piazza del mercato (e che ha nobili antenati letterari, come il Frate Cipolla del Decameron di Boccaccio – qui la novella originale, qui l’interpretazione di Alberto Sordi nel film Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Mario Monicelli), è stato sostituito dal televenditore, di cui vi propongo una arguta e intelligente parodia fatta dal comico Corrado Guzzanti.

    Source: ehmaprof.blogspot.com

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