E anche  un altro anno è andato, qui tra gli insegnanti della scuola primaria. Giusto una settimana fa mi son ritrovato a fare il tanto agognato “concorsone” che prometteva di dar lavoro a parecchia gente, quelli più “meritevoli” dicevano.

Perché dovete sapere che nel mondo della scuola tutto funziona con una logica ben consolidata, di cui tutti avete fatto esperienza una volta o l’altra. Il mondo della scuola è una grande, interminabile, eterna, fila. I nuovi insegnanti arrivano e si mettono in fila, in attesa che il bancone dei posti di ruolo li chiami e possano anche loro entrare di diritto nel fantasmagorico mondo dell’istruzione.

“Andiam, andiam, andiam ad insegnar!”

Salve, aspetto il ruolo da vent’anni, ne avete un po’ anche per me?”
 
“Certo signora, sono tre etti di ruolo, lascio? Se vuole abbiamo anche un Tfa che è una meraviglia, appena bandito”

Questa grande fila si chiama, in gergo tecnico GAE ovvero Graduatoria Ad Esaurimento, in pratica appunto, la gente si mette in fila fino a quando non arriva alla fine, di solito dopo quindici anni, oppure muore. Ma chiaramente non è finita qui, perché sarebbe stato troppo semplice! disfunzionale, ma semplice.
Purtroppo decine di ministri dell’istruzione diversi hanno dato origine a riforme della scuola sempre più complesse che si appoggiavano a riforme incasinate, che a loro volta erano state concepite sulla tazza del cesso da una scimmia ubriaca (parlo di te, Gentile).

Quindi ogni ministro ha deciso che bisognava fare i concorsi per selezionare il personale adatto a lavorare nella scuola, evviva la meritocrazia! quindi sono state create altre graduatorie, chiamate GDM, o graduatorie di merito. Lo stato, in teoria, dovrebbe perscare un po’ dalla GAE e un po’ dalla GDM per sopperire alla carenza annuale di docenti che Muoiono, cambiano lavoro o vanno fuori di testa.

Anche se a dirla tutta, principalmente muoiono.

Ah, non ho citato il fatto che vengano licenziati perché è un eventualità così improbabile che i bookmakers danno più probabile il Carpi campione d’Italia.

E insomma, capite che è un bel casino ma, come in tutte le storie, non è finita qui. Per entrare nella Gae ci sono una serie di caratteristiche molto specifiche che devono essere soddisfatte. In pratica devi essere nato entro un certo anno, altrimenti te la prendi nel culo e finisci in un altro girone dei dannati, questa volta chiamato GDI, graduatorie d’istituto. In parole povere, i precari, quelli che da vent’anni mandano avanti la scuola italiana, cambiando sede ogni anno.


Ci sono ancora altri, quelli proprio sfigati sfigati, che si trovano in una fascia ancora più infima,  la lega Pro della scuola, si chiama terza fascia, ci vanno a finire solo quelli così sfigati da essere nati troppo tardi. O come dice il Miur:
La III FASCIA comprende i docenti non abilitati in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento
Che poi non è ben chiaro come una persona non abilitata possa essere in possesso di un titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento, ma non fateci caso, il bipensiero è una dote essenziale per chiunque voglia guidare il ministero della verità.
La situazione è così incasinata che gli insegnanti non ci capiscono un cazzo, il ministero non ci capisce un cazzo, nemmeno la magistratura ci capisce un cazzo. Nei corridoi delle scuole, sapete qual è l’argomento più in voga? I ricorsi. Si proprio così, quasi tutti gli insegnanti che non sono abbastanza fortunati da galleggiare in cima a questa grande montagna di letame, si trascinano tra un ricorso all’altro, una volta con l’anief, un’altra con la Cgil, oppure da soli, con un avvocato di fiducia. E i giudici? I giudici danno ragione una volta ad uno, una volta all’altro, senza apparente soluzione di continuità; due persone con situazioni identiche potrebbero ricevere sentenze opposte.

Fatta questa premessa, necessaria per capire quale sia la situazione, devo puntualizzare che a scuola troverete moltissimi docenti preparati e desiderosi di fare il loro mestiere, affiancati spesso da incompetenti e svogliati figli di puttana che aspettano solo la fine del mese per sputtanarsi lo stipendio in scatolette di tonno e cibo per gatti (non che sia un grande stipendio dopotutto, ma se sei un imbecille è il massimo a cui puoi aspirare).

Ricordo, per dire, una compagna di classe che era così stupida da non riuscire a capire due righe del libro di storia. Così stupida da non capire come mai i vaccini siano necessari in un ambiente come la scuola. Così stupida che durante l’ora d’italiano avrebbe avuto bisogno di un traduttore.

Ecco, questa tizia ha un posto di ruolo in una scuola del centro Italia di cui non farò il nome. In compenso una mia collega con due lauree, competente, specializzata fino all’esaurimento, milita in terza fascia. Un po’ come se il selezionatore della nazionale convocasse vostro cugino Nino u’ muratori, lasciando a casa Buffon, perché dai, il povero muratore ormai ha cinquant’anni, quando gli ricapita di giocare un europeo?

E volete saperne un’altra? Il concorso, quello che avrebbe dovuto stabilizzare tutti quelli bravi non è che sia stato proprio fatto a regola d’arte eh. Vi racconto cosa è successo a me, così capite.

Ho fatto il concorso in Bicocca, qui a Milano, assieme ad altre mille persone. La prova era “computer based” quindi tutti i computer erano connessi “live” con il Cineca (che adesso ha come capo David Vannozzi, che d’informatica ne capisce meno di me ed è imputato per truffa e falso in atto pubblico, chi meglio di lui?).

Ci mettiamo tranquillamente in fila fuori dall’edificio, fino a quando ci fanno entrare e abbandonare i nostri pochi possedimenti, inclusi cellulari, cartucciere per copiare e mutande all’entrata.  Presentato il documento, il pagamento del bonifico e la certificazione di assenza di carichi pendenti (capito Vannozzi?) e ci sediamo di fronte al monitor. Subito ci avvertono che avremmo cominciato con 50 minuti di ritardo, tanto per gradire.
Sei domande a risposta aperta e dieci d’inglese a crocette, attività da proporre ad una classe, niente di trascendentale se non fosse che non è facile rispondere il 150 minuti a domande tipo:

Continuità verticale. Esporre riferimenti teorici e legislativi. Indicare una attività da compiere alla fine della quinta”
Domanda che da sola richiederebbe un’ora per rispondere in maniera approfondita. Ma vabbé, continuo a scrivere, quindici minuti a domanda, mi tengo sul vago per evitare di sforare con il tempo, dopo due ore e qualcosa avevo quasi finito, ero all’ultima domanda quando…

LA LUCE VA VIA E TUTTI  I COMPUTER SI SPENGONO


                                                                Dio tassista

Ma non essendo io una persona civile ho afferrato lo schermo e ho battuto il record di ingiurie al secondo contro tutte le divinità conosciute, presenti, passate e future. Quindi la luce e tornata. Non per vantarmi, ma credo che si siano spaventati.

La luce è tornata dicevo, i pc sono stati accesi nuovamente e i commissari pagati 2Euro/h sono riusciti a recuperarne il 90% grazie a preghiere in sanscrito e a me, che in un’angolo spiegavo nel dettaglio a Dio cosa sarebbe successo se non avesse fatto ricomparire il mio elaborato sullo schermo.

E per quelli che non hanno recuperato la prova, direte voi? I commissari sono stati chiari: “dovete rifare tutto dall’inizio, altrimenti siete fuori da concorso e vi attaccate al cazzo”. Che magari hanno usato qualche parafrasi, ma il senso era quello. 

Ho risposto all’ultima domanda del cazzo, mi sono alzato e sono andato via, lasciando ancora dentro la sala quattro o cinque cristiani che combattevano contro il pc per cercare di fargli risputare il compito. Qualcuna piangeva, ma in fondo è la vita belli, io avevo finito.

E se non avete capito un cazzo di tutta sta faccenda, benvenuti nel mondo della scuola, dove nessuno ci capisce un cazzo da mezzo secolo.


Source: www.balordaggine.com

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