Mi sono imbattuto, per caso, in un libro che non ho mai sentito citare quando si parla degli antesignani di transumanesimo e longevismo, ma che invece merita di essere inserito in qualsiasi lista di letture longeviste consigliate (e giuro che questa volta non e’ un pesce d’aprile…)

Si tratta di Trouble with Lichen, di John Wyndham, pubblicato in Italia come ‘Il lichene cinese’, nel quale l’autore anticipa, nel 1960, molti dei tipici dibattiti su allungamento della vita, sovrappopolazione, accesso alle terapie, etc, ai quali stiamo cominciando ad assistere oggi. Il romanzo e’ sorprendentemente femminista, in un’era in cui il femminismo era agli albori e in cui la carriera di una donna era limitata al matrimonio. Forse e’ per questo che Wyndham vede le donne come early adopters della terapia longevista e come truppe d’assalto del movimento che emerge verso la fine del romanzo. Questa, pero’, e’ la previsione meno centrata dell’opera, dato che, ad oggi, il movimento transumanista/longevista mi sembra sia ancora, purtroppo, dominato dall’elemento maschile. D’altra parte, le terapie longeviste ad oggi disponibili non garantiscono certo i 220 anni di speranza di vita dell’antigerone di Wyndham, per cui la visione di dell’autore potrebbe ancora realizzarsi, quando (se?) l’estensione radicale della vita umana sara’ realta’…

Da Wikipedia:

Il lichene cinese (Trouble With Lichen) è un romanzo di fantascienza dello scrittore inglese John Wyndham pubblicato nel 1960. Nell’opera si racconta la scoperta di un formidabile antigerone contenuto in un lichene la cui somministrazione riesce a rallentare il processo di invecchiamento, prolungando la vita umana di centinaia di anni.

«Ti ho chiesto quanto» disse. «Quanto vivrò?»
Francis la fissò, sostenne il suo sguardo per qualche minuto, poi disse con voce priva di inflessioni: «Ritengo che la durata della tua vita, cara, sia di duecentoventi anni.»

Sempre dalla pagina di Wikipedia:

ATTENZIONE SPOILER IN ABBONDANZA!!!

Diana Brackley è una neo laureata in biochimica e, contrariamente alle convenzioni, non pensa al matrimonio ma riversa le sue passioni giovanili nella ricerca. Viene assunta presso un autorevole centro di ricerche inglesi, di proprietà dello scienziato Francis Saxover. Casualmente Diana scopre che un tipo di lichene, il Lichenis Imperfectus Tertius Mongolensis Secundus Macdonaldi presenta strane caratteristiche; la sua intuizione viene sottovalutata da Francis, distratto dall’improvvisa morte della moglie. Diana avvia quindi autonomamente le ricerche scoprendo che il lichene ha straordinarie proprietà anti-invecchiamento. Venuta in possesso di una cospicua eredità, Diana lascia il centro e inizia a somministrare il farmaco a un gran numero di donne, sotto la copertura di un centro estetico.

Dodici anni dopo Diana rincontra Francis e apprende che anche lo scienziato aveva continuato le ricerche sul lichene giungendo alle stesse sue conclusioni e sottoponendo al trattamento anti-invecchiamento a base di “lichenina” i suoi due figli, Paul e Zephanie. A causa di un’imprevista reazione allergica una paziente di Diana viene ricoverata in ospedale e cita in giudizio per danni il centro estetico. Le prime indiscrezioni iniziano a circolare costringendo Diana a dover fare delle dichiarazione per sviare i sospetti delle autorità, della stampa e di alcune case farmaceutiche che indagano contemporaneamente sui trattamenti somministrati alle donne.

Il lichene è raro e la sua ridotta disponibilità non consentirebbe il trattamento di tutta l’umanità. L’obiettivo di Diana, non è il denaro ma l’emancipazione femminile, convinta che se la vita delle donne fosse prolungata di centinaia di anni, esse avrebbero la motivazione sufficiente per combattere per i propri diritti. Diana è conscia inoltre che se l’antigerone diventasse di dominio pubblico, la lichenina sarebbe esclusivo appannaggio dei potenti rendendo impossibile la realizzazione del suo piano.

La notizia si diffonde e le donne rivendicano con forza il diritto all’utilizzo della lichenina mentre movimenti politici e sindacali si oppongono alla suo uso sostenendo che l’aumento dell’età media della popolazione di circa duecento anni potrebbe causare una disastrosa sovrappopolazione mondiale e carestie a causa dell’insufficienza di risorse alimentari per tutti. Diana viene a sapere che la Cina, luogo di provenienza del rarissimo lichene, ha sospeso le esportazioni e orchestra il suo falso assassinio per togliersi dalla luce dei riflettori e poter continuare di nascosto le sue ricerche. Il piano ha successo e la scomparsa di Diana muove la protesta delle donne, unite per rivendicare il diritto a una vita più lunga. Francis dopo alcuni mesi scopre l’inganno ossia che Diana è ancora viva e la raggiunge per aiutarla nelle ricerche. La donna, innamorata dello scienziato e da questi ricambiata, accetta di buon grado.
Source: EstropicoBlog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *