Non e’ solo il ‘nostro’ Andrea Vaccaro (vedi sotto) ad aver notato gli strani parallelismi fra religione (Cristianesimo, in particolare) e transumanesimo. Uno promette salvazione metafisica, l’altro tecnologica; uno offre vita eterna, l’altro semi-immortalita’ digitale; regno dei cieli/singolarita’ tecnologica; devo continuare?

Da qualche anno esiste un’organizzazione di christian transhumanists, ma gia’ nei primi anni ’90, in una qualche mailing list (la vecchia lista degli extropians, probabilmente), qualcuno paragonava, con ironia, Eric Drexler a Cristo e il suo Motori di Creazione alla Bibbia… (oggi sarebbero Ray Kurzweil e La Singolarita’ e’ vicina).

Un articolo del Guardian torna sul tema, questa volta dal punto di vista di un’americana protestante ed evangelica la quale, qualche anno dopo aver perso la fede, la riscopre in versione 21mo secolo tramite il kurzweilliano ‘L’era delle macchine spirituali’, per poi restar meravigliata dalle similarita’. Bruciata dall’esperienza di aver gia’ una volta perso la fede, con conseguente disperazione esistenziale, rimane pero’ perplessa di fronte alle promesse transumaniste, o meglio, sembra temere una ricaduta nel mondo della fede…

E ha ragione. Sia nell’identificare le similarita’ fra religione e transumanesimo, che nel temere l’abbandonarsi alla fede (puo’ essere pericoloso…) Da ateo e transumanista, non perdo certo il sonno per i paralleli fra cristianesimo e transumanesimo: l’anelito verso la vita eterna e l’orrore per l’oblivio, sono istinti naturali. Le religioni hanno offerto soluzioni adatte ai tempi in cui esse emersero, e altrettanto fa il transumesimo. Tutto qui.

La differenza e’ che il transumanesimo e’ meno esigente, ma anche molto meno rassicurante. Non richiede la fede, ma le sue promesse sono tutt’altro che garantite… Un buon cristiano ha una garanzia inossidabile di vita eterna – peccato che non rispondera’ nessuno all’assistenza clienti quando chiamera’ per un rimborso… Un ‘buon transumanista’ puo’ fare tutto quanto ‘richiesto’ (longevismo, crionica, etc) per poi scomparire lo stesso nel nulla a causa di un piccolo imprevisto – o di una catastrofe globale…

E allora, perche’ non abbandonarsi al confortante abbraccio della religione? Purtroppo (?) non ho il profilo genetico che conferisce la propensione alla religiosita’ e sono quindi costretto a scegliere una filosofia di vita, piuttosto che una fede. Quella che ho scelto penso offra un buon compromesso: una promessa speranza di salvazione, insieme ad una ricetta per vivere una buona vita, casomai la speranza si rivelasse vana. Cercare di seguire la curva dell’estropia richiede non poca apertura mentale, il che porta verso nuove idee ed esperienze, il che rende la vita interessante. E longevismo, auto-miglioramento e potenziamento umano, ci permettono, per quanto limitatamente, di combattere il declino entropico personale (in attesa di futuri upgrades), per vivere questa vita il piu’ a lungo possibile.

Ad ogni modo, ecco l’articolo, su The Guardian: God in the machine: my strange journey into transhumanism

E dato che non mancano le persone di fede che non solo condividono i nostri obiettivi, ma li interpretano come parte di un piano divino, come anche descritto nell’articolo del Guardian, ecco qualche scritto di Andrea Vaccaro su Estropico.org: Filosofie dell’immortalità, Trascendenza, Alla fine sara’ il logos, Dio e il bit dell’Universo, e sul blog: sezione ‘Antipinocchio’.
Source: EstropicoBlog

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