Una torre è bruciata a Londra uccidendo un centinaio di persone. Fosse capitato in Italia staremmo chiedendo la testa del ministro delle infrastrutture, a ragione. Invece è successo in Inghilterra, a Londra. E comunque sento gente che da la colpa all’Italia, perché abbiamo torto a prescindere. 
Se ancora non vi fosse chiaro, gli anglosassoni sono scemi quanto noi, votano di merda quanto noi, conoscono la politica estera quanto noi. Insomma sono coglioni.Come noi. 
Forza fratelli, abbracciamoci nella grande internazionale coglionista.
 Una volta c’erano i comunisti e si poteva dare la colpa a loro. Poi sono spariti, che a guardarti attorno sembra non siano mai esistiti, come la tigre dai denti a sciabola.Eppure c’erano, votavano, sembrava avessero idee sull’eguaglianza no? Spariti. Ora votano Lega e forse, cinque stelle. 
Votano Brexit, votano Salvini, votano a caso, l’importante è votare qualcosa che ci porti fuori da questo colossale casino. Voterebbero Satana in persona, l’importante è che sia estraneo alle strutture di potere riconosciute.
 Ricordatevelo quando il vostro presidente del consiglio sarà un pupazzo manovrato da una scimmia ubriaca. Vincerà le elezioni con il 95% dei voti e, come prima cosa, imporrà una tassa sull’esportazione delle banane. “Più banane per tutti” sarà il suo motto, ogni persona avrà diritto a un chilo di noccioline al giorno e una sessione di grooming alla settimana.
 Un paradiso. Per le scimmie. 
Perché se votate una scimmia, potete aspettarvi cose da scimmia. Così, se votate un comico che manovra i suoi candidati infilandogli un braccio su per il culo così a fondo che la Raggi ormai parla con accento genovese, aspettatevi torte in faccia. Aromatizzate allo stronzo di cane “Bio“.
So che alle prossime elezioni vinceranno i cinque stelle, lo so perché gli altri fanno ancora più schifo. Le elezioni prossime venture assomiglieranno ad un concorso di bellezza dove gli unici a presentarsi saranno
1) Un nano zoppo con uno scroto piazzato in fronte
2) una donna senza braccia e senza gambe che ha appena subito un emisferectomia
3) un grassone alcolizzato che sbraita contro i negri, sputa per terra e si caga addosso. 
Vince il grassone a mani basse, ma scommetto nessuna vorrebbe toccarlo manco con un bastone.
Ora il grassono non vuole che i bambini nati e cresciuti in Italia possano ottenere la cittadinanza. Quale esempio di umanità! Che grande esempio di rigore morale
Lasciate che giochino con i vostri figli, ma non da soli, perché voi non siete razzisti ma… 
Li lasciate studiare assieme ai vostri nipoti, ma non troppo a lungo, perché voi non siete razzisti ma…
Siete razzisti a tempo determinato. Razzisti che non vogliono essere chiamati razzisti. Perché i negri, okay averceli attorno fino a quando sono ancora piccoli e carini, ma poi crescono e DIO SANTO non sia mai che mettano una bomba nel nostro quartiere, capito quello che dico? In fondo mica sono come noi, pregano Hallah o come diavolo si chiama. 
Uno dei miei alunni, chiamiamolo Mario, piangeva quando abbiamo consegnato le pagelle. Non ha detto una parola mentre sua madre ascoltava i voti. “che hai Mario? Sei triste?Mica sono così brutti i voti!” gli abbiamo detto. Niente, nessuna risposta.
 Quando ci siamo alzati piangeva ancora e abbiamo capito. Piangeva perché non avrebbe rivisto i suoi compagni per tutta l’estate e gli mancavano già. Mario è arabo, suo padre fa le bancarelle qui, nel wild wild west di Milano. Mario non si chiama Mario, ma chissenefotte. Mario, ci posso scommettere le palle contro un pacchetto di noccioline, non farà mai del male ai suoi compagni. E quando crescerà, voglio che veda tutti quelli che lo circondano come vede oggi i suoi compagni. E non mi convincerete mai che quel bambino non è Italiano. I miei alunni sono cresciuti qui. Parlano anche cinese, arabo, spagnolo, russo, ma sono italiani. Sono più italiani di voi, branco di coglioni che a malapena parlate una versione bastarda della mia lingua.
 Sono più italiani di voi perché hanno fatto più fatica per diventarlo. I miei alunni saranno cittadini migliori di voi, perché avranno visto la parte più brutta della società e vorranno cambiarla, ma avranno anche visto la parte più bella. Sanno già che il loro compagno di classe, anche se ha gli occhi di forma diversa, li aiuterà quando non riescono a finire una divisione con la virgola. E se provate a convincerli del contrario, se voi, fiume in piena di merda fascista provate a convincerli del contrario, insultandoli per strada, licenziandoli perché non sono razzista ma… ferendoli, perché in fondo non sono come noi o peggio, mandandoli via perché i genitori non sono nati in un qualche buco di culo di paesello , sappiate che farò in modo da combattervi in ogni modo, sarò io ad ammazzarvi, non gli arabi, i cinesi o i russi. Anche se per qualche ragione penso che i russi vi piacciano di più, le russe poi!.

E non è che siano bambini perfetti, i miei. Sono bambini, rompono i coglioni, si prendono anche a schiaffi tra loro ogni tanto, e urlano. Ma migliorano. Io in loro ci credo. Speranze che non ho mai avuto verso questa Repubblica delle banane, le nutro ancora per queste persone che finiranno nel tritacarne della società tra una decina d’anni. Sono sicuro, cazzo, sicuro che se gli insegni la compassione, la clemenza, l’importanza di aiutare quello che ti sta vicino, il valore di non insultare quello che non ce la fa, cresceranno dritti come fusi e porteranno gioia attorno a loro. 
Se provate a fargli credere il contrario, vi uccido. Io vi uccido, io italianissimo, non loro. 
La conoscete la storia di Gigi Riva? Gigi Riva, nasce a Leggiuno, in Lombardia. Ma Gigi Riva è sardo. Gigi Riva è più sardo di me, che sono nato a Nuoro. Gigi Riva è arrivato a Cagliari a 18 anni, orfano di madre e di padre, per giocare a pallone. Non ci voleva rimanere in Sardegna, in mezzo a quei pastori. Che diavolo ci faceva lui, un lumbard in mezzo a loro? Poi, lentamente, è diventato sardo.
 Lo è diventato quando, giocando a San Siro i tifosi avversari facevano il verso delle pecore, per umiliarci. Quando negli stadi del continente ci urlavano “pastori di merda”. Lui era di Leggiuno, cosa gliene fregava delle pecore a lui? Era di Leggiuno,vero,  ma anche lui era povero, come i tifosi della sua squadra, anche lui era solo e senza tante speranze, come i suoi tifosi. e allora a Gigi Riva saliva l’incazzo, come si permettevano di insultare quella gente? E allora decise che in fondo le pecore non erano poi così male, rimase per dimostrare che quelle pecore potevano spaccare il culo a tutti quegli stronzi. E il cagliari vinse lo scudetto, anche e sopratutto grazie a lui.
Ma la storia di Gigi Riva non finisce qui. Quando, dopo aver vinto lo scudetto, le grandi squadre del continente decisero che volevano assumerlo, quel pecoraio, lui disse di no, che non gli interessava l’offerta. Un miliardo? Tenetevelo, me ne rimango tra le pecore, mi stanno più simpatiche. E in quel momento si è guadagnato l’amore incondizionato di un popolo intero.
I miei alunni saranno come Gigi Riva. Saranno persone che difenderanno la loro terra, non perché ci sono nate, ma perché ne amano i valori, la tolleranza e l’affetto che gli è stato concesso.Quando potranno lo restituiranno tutto, quell’affetto, con gli interessi.
 E se glielo permettete, ve li ritroverete in nazionale a segnare per voi.

Kurdt


Source: www.balordaggine.com

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