Come se ottenere una criopreservazione in Italia non fosse gia’ un’impresa ai limiti dell’impossibile (qui un esempio pratico), bisogna anche prendere in considerazione la questione della donazione di organi.

Oltre all’ovvio dilemma morale, dato che e’ impossibile negare che sia un gesto di solidarieta’ capace di salvare altre vite (AIDO), c’e’ infatti anche l’aspetto legale. La situazione non e’ al 100% chiara, ma in pratica mi sembra di capire che il “silenzio-assenso” sia in vigore, come possiamo vedere da questa pagina di Wikipedia:

In Italia il silenzio-assenso non è praticabile in quanto non è stato emesso il Decreto attuativo previsto all’art.5 della L. 91/99, che lo istituiva. A diciotto anni dall’entrata in vigore della legge, siamo ancora regolati dalle Disposizioni Transitorie, che in sintesi prevedono una forma di donazione presunta se i familiari non presentano l’opposizione scritta della persona e/o la propria opposizione tempestivamente. L’art.23 che recita: comma 1 “…è consentito procedere al prelievo di organi e tessuti…salvo che il soggetto abbia esplicitamente negato il proprio consenso”; comma 2 “…il coniuge non separato il convivente more uxorio o, in mancaza, i figli maggiori di età o, in mancanza di questi ultimi, i genitori ovvero il rappresentante legale possono presentare opposizione scritta entro il termine corrispondente al periodo di osservazione; comma 3 “la presentazione dell’opposizione scritta dai familiari non è consentita qualora dai documenti personali…risulti che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo…” a meno che qualcuno (familiari o amici) presenti una dichiarazione autografa del soggetto contraria e di data posteriore.

E’ facile trovare informazioni su come dare il consenso alla donazione e persino come inserirlo sulla propria carta d’identita’ (per esempio su questo sito):

La procedura, introdotta con provvedimento del garante della privacy n°4070710, è molto semplice e non manca di tutelare la libertà di scelta del donatore, per il quale sarà possibile in ogni momento revocare la precedente volontà. Al momento della richiesta o del rinnovo della carta d’identità qualunque cittadino potrà chiedere all’ufficiale addetto del proprio Comune di residenza di inserire anche le disposizioni circa la volontà di donare gli organi. Per fare ciò è necessario compilare un modulo fornito dall’Ufficiale dell’Anagrafe e prestare il consenso informato. Tale dichiarazione deve essere redatta in duplice copia: una rimarrà agli atti presso l’ufficio e l’altra verrà consegnata al cittadino, senza nessun obbligo di portarla con il documento personale.
Le linee guida elaborate dall’Autorità Privacy fanno in modo che vi sia piena tutela della riservatezza del donatore in tutte le fasi del processo, in quanto le informazioni rilasciate sono delicate e relative alla sfera personale.
La richiesta a questo punto viene trasmessa al SIT, Sistema Informativo Trapianti. Una volta inserito il richiedente nel sistema, la banca dati potrà essere consultata dai centri trapianti dislocati nel territorio italiano in tempo reale. Resta comunque la possibilità di esternare la propria volontà di donare gli organi anche in altro modo, ad esempio attraverso l’AIDO, Associazione Italiana Donatori Organi.

…ma non sono riuscito a scoprire come negare il consenso. L’unica strada, a giudicare dal primo estratto qui sopra, sembra essere l’intervento dei famigliari, o di qualcuno in grado di dimostrare come “il soggetto abbia esplicitamente negato il proprio consenso”. Immagino basterebbe una registrazione video, magari anche su telefonino… Tutt’altro che impraticabile, ma e’ un’altro ostacolo che mi sembra valga la pena di menzionare.

Forse dobbiamo guardare al caso della cremazione, per intravedere come, un giorno, sara’ possibile registrare la propria volonta’ per quanto riguarda la cosiddetta ibernazione umana (Wikipedia):

La legge ha individuato tre modalità per ottenere la cremazione:
– Affidare le proprie volontà al congiunto più prossimo che, al momento del decesso, chiede l’autorizzazione per la cremazione al Sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso. Se vi sono più congiunti di pari grado (es. figli) questi devono essere tutti d’accordo.
– Lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie;
– Iscriversi a una società per la cremazione che curerà l’esecuzione delle volontà dell’iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti. Le Società per la Cremazione (SOCREM) provvedono all’espletamento di tutta la parte burocratica ed assistono i congiunti.

Superate queste barriere pratiche, resta pero’ il dilemma etico… e quello e’ un’ostacolo molto piu’ alto. Unica “consolazione” e’ che la crionica e’ una scelta talmente rara da avere un impatto praticamente negligibile sulla disponibilita’ di organi per trapianti. Se e quando diverra’ pratica comune, anche solo quanto la cremazione (10% dei casi in Italia), allora potrebbe essere un’altra storia…
Source: EstropicoBlog

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