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A quanto pare se sei un lavoratore Atac romano o un imprenditore cinese non hai il diritto di manifestare perché etichettato come fannullone e/o truffatore.

Come al solito ci si limita a leggere i titoli degli articoli per giudicare ciò che sta accadendo, senza un minimo approfondimento della notizia e il tentativo di leggere fra le righe.

I cinesi che in questi giorni hanno protestato, sono stati immediatamente vessati sui social, nonostante le notizie erano ancora vaghe e confuse e nonostante tutt’ora non si abbia un’idea nitida di quanto sia accaduto.

Non importa che il malessere, che nel bene o nel male, di un gruppo etnico tra i più radicati della nostra società, sia esploso nelle proteste di Sesto Fiorentino, non importa cercare una mediazione per comprendere i disagi e trovare delle soluzioni comuni, non importa che probabilmente siano stati vittime di violenza da parte delle forze dell’ordine e della criminalità.

L’unica cosa che importa è poter sfogare la propria frustrazione su chi difficilmente potrà difendersi, per sentirsi delle persone migliori e illuderci che il nemico siano loro.

Ma a prescindere che bisognerebbe sfatare il luogo comune che solo la comunità cinese vive condizioni di lavoro precarie e disumane e che siano gli unici a produrre merce “taroccata” ( i più semplici esempi solo il capolarato italiano e molte attività produttive campane );
da una analisi di diverse fonti di informazioni ( stampa, radio e TV), sono riuscito ad estrapolare una ricostruzione di quanto accaduto nella zona industriale di Sesto Fiorentino:

Alla fine degli scontri che hanno coinvolto qualche centinaio di cinesi e la polizia, sono stati arrestati due cittadini cinesi:
Uno accusato di aver aggredito un pubblico ufficiale e l’altro di aver impedito il passaggio di un’ambulanza.

È importante concentrarsi su questi due arresti. Perché il carabiniere è stato aggredito? Perché un’ambulanza è stata fermata?

Secondo alcune ricostruzioni, le motivazioni che portano all’aggressione del carabiniere risalgono sia alla situazione generale che vivono gli imprenditori cinesi, sia ai fatti accaduti il giorno prima e il giorno stesso dei controlli da parte del Nas.

Ma andiamo per ordine:

La comunità cinese, da quando 3 anni fa ci fu quel tragico incendio in un capannone di loro connazionali, è continuamente sotto controllo da parte delle autorità. Attualmente, a detta della Regione Toscana, le condizioni lavorative sono rispettate quasi totalmente in tutte quella zona, ma nonostante ciò i controlli non sono diminuiti; mentre secondo i cinesi ciò che è aumentato sono i continui furti che spesso costringono alcuni di loro a dormire nei capannoni.

Insomma, il primo malessere nasce dalla sensazione di essere perseguitati dalle autorità che nel momento del bisogno, come nel caso dei furti, non intervengono in loro aiuto.

Ora torniamo ai fatti che hanno generato la protesta:
Il giorno prima dei controlli, nella stessa azienda in cui sono avvenuti i primi incidenti, i titolari sono stati derubati dei portafogli da truffatori italiani che si sono finti dei pubblici ufficiali.
Il giorno dopo ci sono stati i controlli da parte del personale del Nas e dei veri carabinieri.
Il titolare, un anziano che in quel momento teneva in braccio un bambino, alla vista delle divise, turbato da ciò che era accaduto solo in giorno prima, cerca di portare il nipote in un posto sicuro.
I carabinieri cercando di impedirgli di andare via, strattonano l’anziano a cui cade il bambino dalle braccia, fortunatamente preso al volo da un uomo che si trovava al suo fianco.
Nasce una colluttazione a cui l’anziano risponde mordendo ad un braccio un carabiniere, che a sua volta reagisce, e con lui i suoi colleghi, ferendo gravemente il vecchio cinese.

Bene, questa è una descrizione verosimile delle motivazioni che hanno portato l’imprenditore ad aggredire i carabinieri.

Ora torniamo al secondo arrestato:

All’arrivo dell’ambulanza, il primo ad essere soccorso è il carabiniere a cui hanno morso il braccio. L’uomo viene caricato sul mezzo di soccorso e portato via.
A quanto pare, alla vista della negligenza del personale di soccorso per le gravi condizioni dell’anziano, un operaio cerca di fermare l’ambulanza in segno di protesta e per chiedere che sia aiutato anche il suo connazionale.

Dopo quanto accaduto, c’è stato un rapido passa parola fra la comunità cinese che ha portato ad un sit-in di protesta contro i presunti abusi subiti.
Inizialmente la comunità si era adunata in forma pacifica, ma per motivi che non sono ancora chiari, la protesta è sfociata in uno scontro con le forze dell’ordine; nonostante l’intervento di riappacificazione dal parte del console cinese.
Il giorno dopo è stato organizzato un presidio pacifico di solidarietà a sostegno dei cinesi attestati.

Questa è una parziale ricostruzione dei fatti, ricavata da diverse fonti d’informazione che non intende prendere le parti né della comunità cinese né delle forze dell’ordine.


Source: vurpblog.wordpress.com

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